IN CASO DI DECESSO


Cosa Fare

Sia che il decesso avvenga in abitazione, in struttura sanitaria o in luoghi pubblici affidatevi a C.O.F. Reperibili 24 su 24, vi seguiremo fin dai primi dolorosi momenti sollevandovi da qualsiasi incombenza burocratica ed organizzativa.

PENSIONE INPS


L’evento del decesso deve essere comunicato all'INPS.

Il comune di Treviso e numerosi altri comuni della provincia provvedono direttamente alla comunicazione quindi non serve inoltrare nessuna comunicazione.

Si consiglia, qualora il decesso non fosse avvenuto nel comune di Treviso, di verificare se il comune interessato abbia provveduto alla comunicazione. In caso negativo provvedere.

Se il coniuge del defunto è ancora in vita deve fare domanda, su apposito modulo per la reversibilità della pensione.

Si ricorda che l'erede ha comunque diritto al rateo di pensione relativo alla tredicesima mensilità maturato sino alla data di decesso.

Si consiglia di rivolgersi ad un patronato ove, caso per caso saranno date istruzioni precise su come procedere o affidarsi al “ Servizio Pensioni ” C.O.F. gratuito.

SUCCESSIONE


La denuncia di successione deve essere presentata, in caso di possesso di beni immobiliari,( case, terreni..ecc) entro 12 mesi dal decesso all’Agenzia delle Entrate competente in riferimento all’ultima residenza del defunto. A seguito degli accertamenti fiscali sarà corrisposta l’imposta di successione con aliquote variabili secondo il grado di parentela e alle quote ereditarie.

Si consiglia di avvalersi di un professionista al quale dovranno essere prodotti i seguenti documenti:

  • certificato di morte
  • dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà o stato di famiglia originario, rilasciato dal comune di residenza
  • atti notarili di proprietà
  • accatastamenti e planimetrie
  • eventuali depositi di c/c
  • carta d'identità e codice fiscale del defunto e degli eredi

TESTAMENTO


In caso di esistenza di un testamento è consigliabile affidare la gestione ad un professionista.

UTENZE


Le variazioni d’intestazione vanno comunicate alle ditte fornitrici di ogni singola utenza per l’erogazione di:

  • luce
  • acqua
  • gas
  • utenze telefoniche
  • rifiuti
  • canone RAI

BANCA / POSTA


Dopo la comunicazione, mediante copia dell’atto ufficiale di morte, il conto è momentaneamente sospeso nell’attesa della produzione di un atto notorio attestante gli eredi. Eventuali cointestatari dei conti dovranno rivolgersi alla istituto bancario o postale interessato ed attenersi alle procedure indicate dallo stesso.

AUTOMEZZI


Per il passaggio di proprietà e successione per eredità di autovetture è consigliabile, entro 60 giorni dal decesso, rivolgersi ad agenzie di pratiche auto.

ASSICURAZIONI


Informare, fornendo il relativo atto di morte, le società intestatarie di polizze:

  • polizze infortuni
  • polizze vita
  • R.C.A automobile
  • polizze multirischi e casa.

ARMI DA FUOCO


Se il defunto era titolare di armi e porto d'armi occorre comunicarne immediatamente la detenzione ai Carabinieri di zona per i successivi adempimenti.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI


La dichiarazione dei redditi del defunto dell’anno in cui è mancato dovrà essere presentata da uno degli eredi.

DETRAZIONE DELLE SPESE FUNEBRI AI FINI DELL'IRPEF


Nella dichiarazione dei redditi, per l'anno successivo a quello delle spese sostenute per ogni evento luttuoso, è possibile una detrazione d’imposta nella misura del 19% sull'importo complessivo di € 1549,37 ovverosia € 294,38 che possono essere accorpati alle spese sanitarie o assicurative personali. Il diritto di detrazione è indipendentemente dal grado di parentela con il defunto e varrà il principio di chi ha sostenuto realmente la spesa.

Elaborazione del lutto



Per aiutare chi ha subito un lutto, il Centro Onoranze Funebri offre di seguito una sezione dedicata
con alcune riflessioni e consigli pratici sugli aspetti legati all'elaborazione della perdita.

Che cosa significa essere al servizio della vita?


Per il Centro Onoranze Funebri vuol dire essere accanto alle persone che hanno subito un lutto, riscoprendo la solidarietà umana fatta di vicinanza e di comprensione.

Vuol dire essere presenti anche "dopo", quando si deve ricominciare, si deve trovare la forza di andare avanti, di elaborare il distacco vivendo il dolore della perdita giorno dopo giorno, finchè l'assenza e il vuoto si trasformeranno in una concreta possibilità di crescita umana.

Perchè proprio a me? Non è giusto!


Ecco la prima esclamazione, dopo aver appreso della grave malattia o della morte di qualcuno che amiamo molto.

A volte capita di sentirlo dire anche a proposito della morte improvvisa di una persona giovane: "Non è possibile, cosi giovane!"

Tutti i distacchi, tutte le separazioni provocano un necessario cambiamento in chi resta.
Ed è proprio vivendo bene questa fase di riprogrammazione, di ri-progettazione della nostra vita che si riprenderà la serenità. Anzi saremo portati a conquistare nuove mete per noi stessi e per le persone alle quali vogliamo bene.
Chi ci ha lasciati contribuirà a spingerci in avanti verso quegli obiettivi che ci saremo dati. Dentro di sè ciascuno sente la forza della persona amata che non c'è più nel fisico, ma dentro continua a vivere.
Sarebbe bene, dunque, pensare alla morte finchè abbiamo salute, cosi da poter affrontare il pensiero del dolore essendone ancora al di fuori.
Chi - in questo momento - legge queste righe è entrato a contatto col lutto da poco.

È un'opportunità preziosa quella che, insieme, abbiamo davanti a noi: riflettere e prepararci con consapevolezza e positività alla questione della morte.

Imparare ad elaborare il lutto è possibile


Il dramma della perdita di una persona cara è una delle emozioni più forti che siamo chiamati a vivere.

È un cambiamento della nostra vita che comporta una separazione, un prima ed un dopo che ci fanno sperimentare.

L'abbandono, la solitudine, la nostra vulnerabilità


Che si sia trattato di un evento a cui eravamo preparati o che l'evento sia stato improvviso, il dolore ci accompagna e ci fa attraversare fasi diverse che ci portano ad elaborare il lutto.

Elaborare vuoi dire trasformare, andare oltre, superare - in questo caso - il dolore della separazione, del distacco.
Laborare, in origine, non significa lavorare ma faticare e tutti sappiamo quanto costi affrontare un tema come la morte; elaborare il lutto significa, dunque, fare un po' di fatica.
In pratica vuol dire che, nonostante noi facciamo di tutto per evitare il dolore, ci sono degli eventi estremamente dolorosi, come quello della scomparsa di una persona cara, che non possono essere evitati.
La vita ci offre, in questo preciso istante, l'opportunità di imparare a gestire questo dolore che non possiamo, in alcun modo, scrollarci di dosso.

Vediamo insieme le fasi attraverso le quali si svolge il passaggio dalla disperazione alla ripresa della vita ricordando che è la vita stessa ad organizzarlo per noi, ma anche noi possiamo fare qualche piccolo passo per favorire il naturale percorso da uno stadio all'altro.

La sofferenza del lutto


Il modo con il quale reagiamo alle cose, alle persone che sono attorno a noi e agli avvenimenti che accadono, si esprime sia a livello fisico che psichico.

Una situazione di sofferenza dovuta ad un lutto può dare, a livello fisico:

  • insonnia
  • perdita dell'appetito
  • mal di testa
  • nausea
  • utilizzo di medicinali eccessivo
  • abuso di alcol/tabacco

 

A livello psicologico si possono avere:

  • crisi improvvise di pianto
  • senso di affaticamento mentale, confusione
  • rabbia - rancore
  • depressione
  • apatia

Le diverse fasi del lutto


Tutti, a contatto con il lutto, facciamo un percorso che, per intenderci meglio, può essere suddiviso in quattro fasi:

  1. Sono sconvolto!
    È la prima reazione allo shock. I sentimenti possono essere quelli dell'incredulità (non può essere vero), sconvolgimento (io non posso continuare a vivere), di confusione (ma, come?), di disperazione (non ce la faccio, non ce la faccio!).
    Con la rete di persone care e con un aiuto adeguato si passa oltre questa prima fase.

  2. Mi sento pieno di rabbia.
    I comportamenti nuovi possono essere aggressivi. Si cerca un colpevole: chi ha reso possibile tutto ciò e, soprattutto, perchè? La rabbia e l'aggressività, in questa fase, segnano un risveglio della persona. Dell'energia si sta muovendo dentro di noi e si manifesta anche nei comportamenti: agire, fare, progettare, dare voce.

  3. Mi sento depresso.
    Non ho voglia di niente, mi sento in colpa, potevo fare di più ... questa persona non tornerà più, non posso farci proprio nulla ... sto male. E' una fase in cui l'aggressività precedentemente vissuta viene rivolta contro se stessi e questo fa male. Ma è un male che affrontiamo come se, proprio attraverso questo male e la sua acccttazione, si sapesse che il recupero della "normalità" è vicino. Tutti abbiamo bisogno di sostegno da parte degli altri in questo passaggio! Innanzitutto per non fissare queste idee negative in modo permanente e, in secondo luogo, per recuperare quella buona considerazione che ciascuno di noi deve avere di se stesso.

  4. Riprendo a vivere (in verità non si è mai cessato di vivere!).
    La vita si riorganizza tenendo conto del cambiamento avvenuto. Si verifica un adattamento e, se il percorso che stiamo vivendo si svolge positivamente, ciascuno scopre dentro di sè una forza ed una chiarezza che, viene naturale pensare, costituisce una sorta di positiva eredità che ci è stata lasciata da chi è scomparso. Il ricordo ci appartiene, ma non ci fa soffrire più.

L'evento lutto e il tempo


È quasi paradossale, ma l'evento che ferma il tempo e cioè la morte, può essere tollerato ed accettato solo con il passare del tempo.

Per nostra fortuna, l'essere umano ha naturalmente dentro di sè una spinta verso la vita, una capacità di "metabolizzare" gli eventi nel bene e nel male.
Il tempo del dolore non può però essere ne abbreviato ne delegato.

Per quanto tempo dovrò soffrire così tanto?

Dipende da quanto è stato importante per noi chi se ne è andato. Un anno e forse più per le persone che ci erano particolarmente vicine.

È da dire, anche, che molto dipenderà, in questo percorso obbligato da fare, dal come abbiamo appreso dai nostri genitori a superare i momenti di separazione, mancanza, dolore.

Il modo in cui si sono comportati loro, è probabile che sia simile al nostro modo di superare le crisi.

Il tempo del lutto è un tempo di ondate di dolore e di temporanei rasserenamenti, di malessere e di ritorno alla normalità. In questo modo l'esperienza della perdita della persona cara, rimane nel nostro passato, conservandone quindi la memoria, ma con sempre meno dolore.

II dolore mentale depressivo che segue l'esperienza del lutto non dev'essere considerato una malattia.

Sarà bene incominciare a pensare che esso è necessario, in quanto segnala che tutta la nostra persona sta reagendo alla mancanza della persona cara.
Ecco perchè non è utile sopprimere o soffocare ciò che è naturale e cioè l'espressione del dolore.

II dolore ha un senso e va riconosciuto: è successo qualche cosa di molto brutto e piano piano posso rendermene conto.

Saranno anche le relazioni interpersonali ossia la rete di amicizie e di scambi che abbiamo costruito durante l'arco della vita ad aiutarci in questo percorso.

Solo cosi il tempo del lutto potrà diventare un tempo che, faticosamente e lentamente, riuscirà a farci ritrovare il senso dell'esistenza e a vivere un presente capace di contenere anche la perdita che abbiamo subito.

Le risorse


L'essere umano è fatto per guardare avanti.

Anche nelle peggiori situazioni, quando gli eventi lo toccano profondamente, è in grado di accettare la vita, consapevole che la morte ne fa parte.

La consapevolezza di non poter cambiare questa realtà universale fa sì che ognuno possa attingere a delle risorse personali e sociali per riorganizzare la propria vita dopo un lutto.

Quali possono essere queste risorse personali?

  • la fede che da senso all'esistenza umana racchiusa tra il nascere ed il morire
  • il sentirsi responsabili di chi è rimasto (es. i figli)
  • il sentirsi utili a livello lavorativo
  • l'avere un affetto

 

Vi sono poi delle risorse sociali:

  • i parenti
  • gli amici
  • i conoscenti
  • persone che hanno vissuto la stessa perdita
  • le associazioni a cui appartengono familiari che hanno subito dei lutti in situazioni particolari (es. vittime della strada).

 

Un dolore condiviso con gli altri non diventa minore, ma più tollerabile.

Quando chiedere aiuto


Superare il momento della crisi che l'evento morte ha creato, permette di riprendere a vivere perchè ci si sente di nuovo in grado di affrontare la quotidianità e ancora capaci di dare un senso pieno all'esistenza.

Se questo non avviene in un tempo ragionevole, significa che il naturale processo di riadattamento si è bloccato, impedendoci di tornare a vivere normalmente.

Quando le nostre risorse personali e quelle di chi ci sta accanto non sono sufficienti a farci uscire dalla crisi è opportuno chiedere un aiuto psicologico.
In particolare, chiedete aiuto se dopo un lutto, voi o un vostro caro provate:

  • incapacità di concentrazione o di lavorare
  • disinteresse per qualsiasi cosa
  • ritiro in se stessi
  • perdita di autostima
  • senso di colpa ingiustificato
  • pensieri di autosvalutazione
  • visione pessimistica del futuro
  • perdita di interesse per lo studio o il lavoro
  • perdita di interesse per la vita
  • incapacità ad avere iniziative
  • mancanza di progettualità.
  • senso di solitudine e di abbandono.

 

Quando le risorse personali non bastano è meglio chiedere aiuto invece di rimanere da soli.
Tutte queste condizioni potrebbero evolvere in modo favorevole.